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L'Ue ha deciso che dovranno essere approntati accorgimenti per aspirare i vapori di benzina che si sviluppano durante i rifornimenti e che sono altamente cancerogeni

Fare rifornimento di benzina ormai non costituisce più un rischio solo per il nostro portafoglio, ma anche e soprattutto per la nostra salute.
Nonostante la consapevolezza della pericolosità dei vapori che si sprigionano in fase di rifornimento, è ormai finito il tempo per tutti quei romantici affezionati e inspiegabilmente affascinati dall’odore di benzina.
Non solo è necessario pertanto gestire il problema delle emissioni di gas tossici derivanti dallo scarico delle autovetture, ma sarà da controllare anche la fase a monte, ovvero quando si fa rifornimento.
La Commissione Europea, infatti, ha presentato oggi una proposta di legge per garantire la cattura e il riciclaggio dei vapori nocivi di benzina che si liberano durante il rifornimento delle automobili nelle stazioni di servizio.
La disposizione, che prevede l’installazione di opportune attrezzature per il recupero di almeno l’85% dei sopracitati vapori, garantirebbe di fatto adeguate condizioni di lavoro per tutti i lavoratori nelle aree di servizio.
I vapori di benzina infatti, contenendo benzene (nota sostanza cancerogena), contribuiscono alla formazione di ozono, uno degli inquinanti atmosferici più nocivi per la salute dell’uomo e per l’ambiente, a livello del suolo, contribuendo così alla formazione dello smog.

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